Dott.ssa Laura Ronconi

Art-Counselor Professionista
e Specializzanda in Psicologia Clinica

Chi sono

Il mio interesse per gli studi sul funzionamento della mente risalgono a soli trenta anni fa. Ricordo che ero rimasta entusiasta dalle letture dei testi di psicologia fatti a scuola. Allora, durante gli anni di liceo, era stata inserita la materia “Psicologia e vita”. Un libro che conservo ancora gelosamente, perché ha fatto sì che mi appassionassi e avvicinassi alle professioni di aiuto per le persone che avvertivano disagi emotivi e non solo. Ricordo che feci il test di ammissione per entrare alla facoltà di Psicologia della Sapienza e che lo passai. Però non mi iscrissi e decisi di prendere un percorso completamente diverso: economia. Certo numeri e calcoli sterili non avevano niente a che fare con l’approccio incentrato sulla persona.

Mi laureai e comincia a lavorare. Tengo a dire che non mi sono pentita della scelta fatta, l’indirizzo in economia mi ha aperto diversi sbocchi lavorativi, mi ha dato la possibilità di aprire una mia società e sicuramente mi ha aiutata ad ampliare le mie capacità organizzative e di marketing.

Nel mio cuore, però, un pezzetto di me era ancora legato ad altri tipi di studi. Così durante uno dei miei percorsi terapeutici, il penultimo fatto negli anni, questo desiderio è uscito fuori nuovamente, all’improvviso.

A quel punto ho sentito la necessità di ascoltarlo e assecondarlo: mi sono iscritta a quarant’anni inoltrati alla Università e mi sono presa la tanto desiderata laurea triennale in psicologia. Ma non mi sono accontentata, approfittando del look-down mi sono iscritta alla magistrale, psicologia clinica, mentre frequentavo un corso di counseling che si stava concludendo. La triennale in psicologia non mi aveva dato le soddisfazioni sperate. Tanta teoria, tanti nomi, tante informazioni ma ancora mi tenevano lontano dal mio obiettivo, lasciare il lavoro e dedicarmi al benessere delle persone. Già con il corso precedente di counseling avevo cominciato a notare molte differenze.

Il counseling è sempre un tipo di formazione centrato sulla persona ma a differenza degli studi fatti in psicologia, mi venivano anche insegnate tecniche pratiche ed efficaci per essere di supporto e da guida ai futuri clienti. Come ho già scritto, ho fatto tanta terapia per anni ed è stata sicuramente necessaria per quello che ho affrontato nelle varie sedute e per i risultati ottenuti. Oggi sono una donna molto più strutturata e che, nonostante le ferite e gli abbandoni subiti nella vita, riesco a trovare le risorse che mi permettono ogni volta di andare avanti e trovare nuovi spunti per essere felice. Sono molto meno conflittuale e più funzionale nelle relazioni. Sicuramente devo tutto questo a trent’anni di terapia e alla mia tenacia, ma anche il counseling ha avuto un grande peso sulla mia crescita personale.

Attraverso la scuola di formazione, infatti, mi sono nuovamente messa in discussione, rafforzando ancora di più i miei punti di debolezza, quelli che nella vita non mi lasceranno mai, i dolori delle ferite di vecchi traumi che ogni tanto tornano a farsi sentire. Ho imparato ad affrontare tutto ciò senza più andare a scomodare mamma e papà che comunque hanno fatto del loro meglio per crescermi con le possibilità che avevano allora. Grazie agli approcci diversi che stavo imparando a scuola (psicodinamici) infatti, sono riuscita a far conto sulle mie risorse ed ho imparato a scegliere relazioni più funzionali con la mia nuova me

Da che io abbia memoria, l’arte in tutte le sue espressioni mi ha sempre accompagnata: pittura; scultura; musica; fotografia; ballo; teatro… in prima persona avevo sperimentato queste attività e durante la “reclusione” senza neanche accorgermene avevo ripreso a dipingere e a seguire corsi di storia dell’arte online…avevo più tempo e sentivo che mi sentivo meglio. Finché una notte, tutte le intuizioni più importanti mi sono arrivate nel sonno, sento che esisteva una possibilità che poteva racchiudere il tutto e chiudere il cerchio. Quindi mi iscrivo ad un secondo corso di Counseling con specialistica artistica passando da un approccio psicodinamico ad uno Gestaltico, umanistico integrato.

All’inizio non è stato affatto facile, mi sono ritrovata ad usare un linguaggio nuovo, ho imparato tecniche che non avevo mai sentito nominare, ma vivevo tutto con molta ansia…finché non ho capito…era necessario che rallentassi, che facessi mio quello che stavo tentando di ingurgitare per essere preparata, per non sentirmi indietro, per non fare brutta figura, per non deludere chi con tanto affetto mi aveva accolto e credeva in me. Ricordo bene il momento in cui mi sono detta: “basta correre e goditela!”. Stavo facendo una lezione di recupero sui chakra e uno degli esercizi che mi si richiedeva di fare era quello di afferrare un oggetto lentamente, molto lentamente e provare ad avvertire tutte le sensazioni corporee che provavo nel fare quel piccolo gesto. Ho sentito, caldo e freddo del tavolo, la morbidezza del pelouche che stavo raccogliendo, i muscoli che si distendevano e che si contraevano, un senso di benessere… tutto questo, solamente afferrando un oggetto lentamente. Avevo preso consapevolezza di quante cose, sensazioni si perdono nel correre. Mi sono commossa. 

Da quel momento ho cominciato a godermi di più quello che stavo facendo senza ansie di dover finire entro i tempi che mi ero stabilita e non perché fosse sbagliata un’organizzazione ma perché per rispettarla mi stavo sentendo male, ero stata irreale nel fissare i punti in agenda. Stare nel QUI E ORA mi ha fatto bene, ho tolto l’ansia, quello che mi veniva insegnato arrivava meglio e cosa incredibile, sono riuscita, comunque ad arrivare alla fine del mio percorso di crescita nei tempi. 
Grazie ai corsi e percorsi che ho fatto quello che mi rende oggi sicura di affermare con orgoglio è quella di aver imparato a godermi il presente, nonostante le sue avversità. Oggi posso affermare di essere una professionista dell’aiuto e donna stabile, con autostima che accoglie le diversità senza giudizio e con una grande capacità empatica e di ascolto. 

Desidero concludere con una frase che da tempo mi guida e che racchiude in sé il mio mantra...

"SE FAI SOLO QUELLO CHE SAI FARE
NON SARAI MAI PiU' DI QUELLO CHE SEI ORA"

CIT. MAESTRO SHIFU KUNG FU PANDA

A questa citazione mi sento di aggiungerne un’altra:
“Saggio è colui che sa di non sapere” di Socrate.

Entrambe sottolineano l’importanza di rinnovarsi sempre, di mettersi in discussione, di essere curiosi della vita. Si potrebbe anche dire: non si finisce mai di imparare. Questo si può intendere sia da un punto pratico collegato allo studio di tutto ciò che ci circonda ma può essere trasferito anche all’importanza della conoscenza di sé.

È sicuramente difficile conoscere tutto di noi, forse non avremo mai una totale comprensione di ciò che siamo, dovuto anche dalla difficoltà dei molteplici cambiamenti a cui siamo soggetti tutte le volte che ci mettiamo in relazione con l’ambiente e le persone che ruotano intorno a noi e di quanto questi riescano ad influenzare i nostri comportamenti. Ma diventa comunque necessario, ascoltarci per migliorarci sempre. Non dobbiamo accontentarci mai di quello che siamo.

Con questa frase voglio sottolineare l’importanza di non perdere mai lo stimolo ad evolversi, a divenire sempre di più una persona accogliente, empatica e matura.

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